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Grafene e stanene, materiali dei miracoli per un futuro non molto lontano

Ma ve lo ricordate il grafene? E’ stato il protagonista di un panel dal titolo molto suggestivo: “Grafene superstar”. Un’ora e 30 minuti di visita guidata live nel cuore del Nest, il laboratorio di Nanoscienze e Nanotecnologie della Scuola Normale Superiore di Pisa, con una guida d’eccezione, Pasqualantonio Pingue, ricercatore del Nest, mentre, in diretta dal Palazzo dei Congressi, il conduttore Marco Magrini insieme con Vincenzo Palermo, altro protagonista degli studi sul grafene presso il CNR e Valentina Tozzini, ricercatrice Nest.
Per rinfrescarvi la memoria ecco il video dell’incontro:

Scoperto solo nel 2004, il grafene è già oggetto di oltre diecimila brevetti depositati. Si tratta di un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio; le straordinarie proprietà fisiche di questo “foglio” bidimensionale promettono di rivoluzionare il mondo che conosciamo, a cominciare dalla nanoelettronica.

Già oggi, alcuni prodotti “al grafene” sono commercializzati, come le racchette da tennis di ultima generazione: questa scelta, secondo il marchio Head, garantisce al tennista una maggiore potenza con uno sforzo minore.

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Sognando, ma ad occhi aperti, ci possiamo immaginare cellulari o tablet flessibili che si possono arrotolare al polso, computer “da indossare” ma anche elettronica pervasiva destinata a interagire col corpo umano. Il grafene è, infatti, più leggero, flessibile, elastico e 200 volte più resistente dell’acciaio; come conduttore di elettricità funziona meglio del rame ed è poi un eccezionale conduttore di calore.

IF-Graphene

Il futuro appartiene ai materiali e il grafene ha tutte le caratteristiche per esserne protagonista, sebbene attualmente il costo per la sua lavorazione sia ancora alto.

C’è un altro materiale però, che mira dritto verso questo obiettivo e forse in maniera ancora più ambiziosa: lo stanene. In grado di condurre l’elettricità al 100%, ha la medesima struttura del grafene, quindi un foglio mono-atomico, ma con elemento base lo stagno.

Lo statene potrebbe diventare così l’elemento di riferimento per la costruzione dei microchip, favorendo l’aumento di prestazioni e l’abbassamento dei costi grazie a le sue proprietà uniche: senza dubbio una svolta degna di rilievo nel mondo della tecnologia, ma non solo!

Upsalite e carbyne sono altri elementi che potremmo aggiungere a considerare come materiali del futuro, in realtà non poi così lontano. Approfondiremo tutto questo, e molto altro, durante #IF2014: materia come parola chiave di questa edizione, quale occasione migliore per parlare di grafene, stanene e futuro?

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Verso IF2014